Un 25 aprile del tutto fuori dal comune quello vissuto quest’anno da un gruppo di 6 alunni della scuola di Regnano che l’estate scorsa, assistiti dai genitori, hanno provato l’entusiasmante esperienza di partecipare come attori al film “Piccola Patria”, dando così un volto e una voce ad altrettanti personaggi, realmente vissuti nell’Italia della resistenza. Il cast tutto nostrano, oltre agli alunni, ha coinvolto 16 abitanti tra Regnano ed Albinea.
Il film, atteso con trepidazione dagli esordienti, è stato proiettato su grande schermo in anteprima alla scuola di Regnano ed accolto con entusiasmo.
Scritto dal regista Nazareno Marinoni e destinato alla messa in onda alla sede RAI per la Valle d’Aosta, la pellicola prende avvio dalla vicenda della maestra Vera (interpretata da Noele Mrazek) che nell’estate del 1944, sospesa dall’insegnamento per non aver ubbidito alle direttive fasciste della Repubblica di Salò, apre una scuola clandestina in montagna all’alpeggio dei suoi genitori, facendo lezione all’aperto. Vera partecipa alla Resistenza in questo singolare modo per sentirsi più vicina al marito Pierre, camandante partigiano di una formazione di “Giustizia e Libertà”, le cui vicissitudini sono state ricostruite sulla base di due libri: “Storia dell’Italia partigiana” del giellino cuneese Giorgio Bocca, scomparso recentemente, e il “Viaggio di un Resistemte” del comandante partigiano reggiano della 76^ SAP Paride Allegri. E’ quindi la vicenda degli uomini di “Giustizia e Libertà”, che, avendo il rigore morale e la volontà operativa di trasformare l’Italia in uno stato veramente democratico, vennero invece esclusi dal governo della nuova repubblica. Gli alleati, che in base agli accordi di Yalta non tolleravano in Italia grandi cambiamenti politici e temevano l’epurazione dei fascisti, bocciarono il rigore morale di Giustizia e Libertà e preferirono affidare le istituzioni repubblicane ai due più grandi partiti (DC confessionale e PCI totalitario) che erano opposti ideologicamente, ma garantivano entrambi, (tramite il Vaticano da una parte e Stalin dall’altra) il compromesso dell’amnistia dei fascisti per una pacificazione nazionale che finì per conservare gran parte della struttura fascista dello stato.
La piccola comunità del nostro Appennino ha avuto modo di “rivivere” attraverso la recitazione nel film una pagina drammatica della storia italiana. Per ricordare coloro che hanno pagato con la vita l’ideale di democrazia di cui tutti noi usufruiamo oggi, prima della proiezione è stata data lettura di un passaggio del libro “Viaggio di un Resistente” di Paride Allegri.
“Questo è il terzo film – sottolinea Giovanni De Vito (aiuto regista) – che ha visto il coinvolgimento di alcuni abitanti del luogo girato sotto la direzione del regista Marinoni a cui va tutta la nostra stima e riconoscenza. Mi sono inoltre reso conto quanto la scuola, oltre ad essere un luogo di educazione e istruzione, permetta di incontrarsi e veicolare cultura all’interno della comunità”.
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